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Alessia Zecchini

Quando mi chiedono perché amo l’apnea penso a queste tre parole: profondità, entusiasmo e impegno. Immergermi in apnea per me è questo, e molto di più.

La nostra vita è spesso posta al limite della dicotomia superficie-profondità; noioso-entusiasmante; facile-impegnativo. Nella mia vita ho scelto la seconda categoria di parole, quelle che liberano energia e felicità, quelle che rappresentano la mia passione e che possono liberare la passione di ognuno di noi.

Classe 1992, romana, alla continua ricerca di vivere un’esperienza unica, totalizzante e davvero profonda con l’acqua.

Questa, in breve, è Alessia Zecchini: 16 medaglie d’oro ai Mondiali, 33 medaglie internazionali e 34 record del mondo.

“Ho cominciato a 13 anni dopo aver conseguito tutti i brevetti del nuoto. Le vacanze in famiglia nel Mar Mediterraneo sono state il primo palcoscenico di confronto tra me e il Mare, ma prima di gareggiare ufficialmente, secondo le regole federali ho dovuto pazientare e aspettare il compimento dei fatidici 18 anni.”

Da quel momento Alessia non si è più fermata.

L’apnea richiede tanto allenamento, sia fisico sia mentale.

“Mi alleno tutti giorni, dalle 3 alle 4 ore al giorno, tra piscina e palestra. Quando si avvicina la competizione, arrivo prima nella località in cui si svolge la gara per ambientarmi alle condizioni del luogo.  Gli esercizi per favorire l’elasticità dei muscoli, la capacità del torace e respiratoria sono naturalmente altrettanto essenziali nella preparazione, così come un livello altissimo di allenamento alla concentrazione.”

L’esordio nelle gare nazionali per Alessia avviene nel 2011, quando partecipa al suo primo Campionato Italiano a Torino, classificandosi seconda su due delle tre discipline in programma.

L’anno dopo, Alessia è convocata alla sua prima gara internazionale, conquistando ottimi piazzamenti.

Alessia diventa per la prima volta campionessa del mondo nel 2013 a Kazan, al suo primo Campionato del Mondo, vincendo anche un argento e un bronzo nelle altre due discipline indoor in programma. 

Il primo record del mondo indoor deve attendere il 2015. L’attenzione mediatica dedicata al suo bottino di ben 5 medaglie tra oro e argento, indoor e outdoor, contribuisce fortemente ad accrescere l’interesse generalista per l’apnea.

Il 2016 è un anno senza sosta per la campionessa mondiale, che si aggiudica ben tre medaglie d’oro e rispettivi record del mondo in dinamica senza attrezzi, dinamica con bipinne e in dinamica con la monopinna.

E’ nel 2017, dopo il record alle Bahamas, che Alessia diventa la “donna più profonda al mondo”,  infrangendo per ben tre volte i risultati sino allora imbattuti di Natalia Molchanova, che resistevano da 6 anni.

Ancora oggi, grazie ai suoi -113 m in assetto costante raggiunti nel 2019 a Roatan, Alessia mantiene il titolo affettuoso che la stampa e i suoi tanti fan le hanno affidato: la regina degli abissi.

Grande autocontrollo e riflessione meditativa sono ingredienti essenziali nei successi di Alessia, che ama raccontare come è facile trasferire queste competenze anche in contesti completamente diversi, come gli incentive aziendali, gli speech motivazionali e la sua partecipazione attiva alla difesa dell’ambiente e del mare.

La visibilità e l’energia positiva che Alessia comunica naturalmente nelle sue numerose apparizioni televisive e sulla stampa, il rapporto continuo sui social e nella vita reale con i suoi sostenitori, hanno dato una spinta essenziale alla divulgazione di questo sport. Sono soprattutto i più giovani ad essere ispirati dalle imprese di Alessia e dal suo sorriso contagioso.

L’apnea insegna ad affrontare le profondità, il buio che la vita a volte ci presenta:

“Mentre imparavo a scendere nelle profondità dell’oceano ho sperimentato sempre più una maggior conoscenza di me stessa, del mio corpo e della mia mente. Esiste un livello di concentrazione che, una volta inteso, conduce a una sensazione di estasi e di chiarezza, in cui si sa esattamente cosa si vuol fare in ogni momento, e si ottiene una risposta immediata. Si sa che ciò che si deve fare è realizzabile, sebbene difficile”.

Il sogno di Alessia è di vedere finalmente l’apnea riconosciuta e inserita tra le discipline olimpiche.

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